Calze elastocompressive per hostess di volo
Perché le hostess di volo hanno bisogno delle calze elastocompressive?
Un lavoro fatto di ore in piedi e cambi di pressione
Il personale di volo trascorre gran parte del turno in piedi, cammina lungo i corridoi stretti dell’aereo e sposta carrelli e bagagli, spesso per 8-12 ore consecutive. A questo si aggiunge un fattore che il pubblico spesso sottovaluta: le variazioni di pressione atmosferica in cabina, che a quote di crociera restano più basse rispetto al livello del mare anche con la pressurizzazione. Questa combinazione — stazione eretta prolungata, immobilità relativa durante i voli lunghi e pressione ridotta — mette sotto stress il sistema circolatorio degli arti inferiori.
Cosa succede alle gambe durante il volo
Quando si sta in piedi o seduti a lungo, il sangue venoso fatica a risalire verso il cuore, perché il ritorno venoso dipende in gran parte dalla contrazione dei muscoli del polpaccio, la cosiddetta pompa muscolare. Se questa azione si riduce, il sangue tende a ristagnare nelle vene delle gambe, causando:
- gonfiore (edema) a caviglie e piedi
- sensazione di pesantezza e affaticamento
- comparsa o peggioramento di teleangectasie e vene varicose nel tempo
- nei casi più a rischio, un aumento della probabilità di trombosi venosa profonda (TVP)
Il rischio di TVP legato ai voli, per quanto statisticamente basso per il singolo passeggero, aumenta con l’esposizione ripetuta e prolungata: condizione tipica proprio del personale di volo, che vola quasi ogni giorno per anni.
Come agiscono le calze elastocompressive
Le calze a compressione graduata esercitano una pressione maggiore alla caviglia, che diminuisce progressivamente risalendo verso il polpaccio e la coscia. Questo gradiente:
- favorisce il ritorno venoso verso il cuore
- riduce il ristagno di sangue e la formazione di edema
- sostiene le pareti venose, alleviando il senso di pesantezza
- contribuisce a prevenire l’insufficienza venosa cronica nel lungo periodo
Per chi lavora in piedi per turni lunghi, l’effetto è duplice: un beneficio immediato (meno gonfiore e affaticamento a fine turno) e uno preventivo (minor rischio di problemi circolatori cronici dopo anni di attività).
Non solo comfort: una questione di prevenzione professionale
Per le hostess e gli steward, le calze elastocompressive non sono un semplice accessorio di comfort ma un vero strumento di medicina del lavoro. Molte compagnie aeree e associazioni di categoria ne raccomandano l’uso proprio per la natura specifica della professione, che unisce due fattori di rischio raramente presenti insieme in altri lavori: l’altitudine e la stazione eretta prolungata.
Come scegliere il grado di compressione giusto
Le calze elastocompressive si dividono in classi di compressione (espresse in mmHg):
Classe 1 (18-21 mmHg): prevenzione leggera, adatta a chi non ha ancora sintomi evidenti
Classe 2 (23-32 mmHg): uso più diffuso tra chi lavora in piedi molte ore, consigliata anche su indicazione medica
Classe 3 (34-46 mmHg): riservata a casi già sintomatici o con patologia venosa diagnosticata
Altre professioni che mettono le gambe a rischio
Ma non solo Hostess di volo, sono molte le professioni che espongono le nostre gambe a rischi:
- Commessi/e e cassieri/e — spesso fermi nello stesso punto, il caso peggiore per il ristagno venoso
- Camerieri e personale di sala/cucina — stazione eretta + movimento continuo su superfici dure
- Baristi — turni lunghi dietro al bancone, quasi sempre fermi
- Personale sanitario (infermieri, chirurghi, OSS, dentisti) — turni molto lunghi, a volte in piedi per interventi di ore
- Insegnanti — meno ovvio, ma le ore in piedi davanti alla classe si accumulano nel tempo
- Operai di linea e magazzinieri — stazione eretta fissa, spesso su cemento o superfici rigide
- Guardie giurate e addetti alla sicurezza — turni interi in piedi, spesso fermi in un punto fisso
- Farmacisti — dietro il bancone per l’intero turno
Lavori con fattori aggiuntivi (pressione, vibrazioni, calore)
- Autisti e camionisti — non stanno in piedi, ma la posizione seduta fissa per ore ha un effetto simile sul ristagno venoso (fattore di rischio “opposto” ma altrettanto studiato)
- Cuochi e personale di cucina professionale — stazione eretta + calore, che dilata i vasi e peggiora il gonfiore
Nota bene
È sempre consigliabile un consulto con un medico o uno specialista prima di scegliere il grado di compressione, soprattutto se sono già presenti sintomi di insufficienza venosa.
I contenuti di questo articolo hanno esclusivamente finalità informativa e divulgativa e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico o di uno specialista. Le informazioni riportate non devono essere utilizzate per scopi di autodiagnosi o automedicazione.
Per qualsiasi dubbio relativo al proprio stato di salute, alla scelta del grado di compressione più adatto o alla presenza di sintomi di insufficienza venosa, si raccomanda di consultare sempre un medico o un professionista sanitario qualificato.
